La Carta del Genzana

La Carta del Genzana è un documento firmato da tutti i partecipanti al Workshop Nazionale “Reti Ecologiche: strategie nazionali e ruolo delle Regioni” che afferma la consapevolezza, condivisa dai vari attori locali (istituzionali e scientifici), della necessità di ripensare le politiche insediative ed infrastrutturali alla luce dei risultati di ricerca, anche in assenza di normative nazionali sulle Reti Ecologiche e la biodiversità.

1. Gli enti territoriali devono basare le proprie scelte di sviluppo socioeconomico sulle esigenze di assetto ecosistemico locale e di scala vasta.

2. La conservazione della biodiversità e dei processi ecosistemici deve costituire un obiettivo fondamentale per ogni ente territoriale anche in assenza di leggi e normative nazionali e/o regionali.

3. La pianificazione territoriale regionale e provinciale deve sempre contenere idonei quadri di riferimento sulla continuità ambientale, alla scala più dettagliata possibile, per la pianificazione comunale.

4. L’importanza connettiva di un’area geografica va riferita tanto alle specie di maggior levatura conservazionistica in essa presenti, quanto ai processi e ai livelli ecologici che la caratterizzano.

5. La rilevanza ecosistemica di un settore territoriale va valutata sempre in base alle informazioni scientifiche più avanzate adottando idonee misure di precauzione.

6. Gli enti territoriali devono investire una parte significativa del proprio bilancio, costantemente nel tempo, nella ricerca scientifica mirata alla conoscenza e conservazione della biodiversità e alle caratteristiche eco-connettive del territorio e nella attuazione di interventi di conservazione attiva e di deframmentazione ecosistemica.

7. Le informazioni relative alle funzioni connettive delle zone interne ed esterne alle aree protette devono essere raccolte e strutturate in Banche Dati fruibili da tutti coloro che operano sul territorio al fine di favorire un “libero scambio” tra mondo accademico-scientifico e istituzioni.

8. Le informazioni scientifiche elaborate e supportate dagli enti devono essere sempre coerenti con Sistemi Informativi Territoriali unici a carattere almeno provinciale.

9. La continuità ambientale esula dai confini amministrativi, pertanto gli enti preposti alla pianificazione devono coordinarsi al fine di garantire coerenza e omogeneità nella gestione del territorio.

10. Ogni trasformazione territoriale che comporti consumo di suolo a fini edificatori o di urbanizzazione deve essere orientata da criteri di compatibilità con le esigenze locali di connettività ecologica prevedendo, attraverso la pianificazione territoriale, adeguati interventi.